Il 26 agosto il governo degli Stati Uniti ha inserito Autistici/Inventati, collettivo italiano che dal 2001 offre servizi digitali ad attivisti, associazioni e movimenti, nella lista delle organizzazioni designate come Specially Designated Global Terrorist. Nello stesso provvedimento sono stati colpiti altri soggetti legati all’estremismo di sinistra e all’attivismo radicale. L’aspetto insolito è che Autistici/Inventati non è un gruppo armato e non risulta accusato dagli Stati Uniti di aver compiuto direttamente attentati. La contestazione riguarda soprattutto i servizi che fornisce: server, posta elettronica, mailing list, blog, strumenti di comunicazione e altre infrastrutture digitali. Secondo il dipartimento del Tesoro americano, queste infrastrutture sarebbero state utilizzate anche da organizzazioni che Washington considera terroristiche e avrebbero quindi costituito una forma di supporto tecnologico alle loro attività. Il caso va oltre il singolo collettivo italiano e pone una domanda più ampia: fino a che punto un’infrastruttura può essere ritenuta responsabile per quello che fanno le persone che la utilizzano?

1. Che cosa significa essere nella lista americana

La designazione è stata fatta sulla base dell’Executive Order 13224, uno degli strumenti attraverso cui gli Stati Uniti applicano le proprie sanzioni antiterrorismo. Non è una sentenza di un tribunale. È un provvedimento amministrativo dell’esecutivo americano. La sua conseguenza principale è il congelamento degli eventuali beni e interessi patrimoniali del soggetto sotto la giurisdizione statunitense e il divieto per le persone e le società americane di effettuare transazioni con il soggetto designato.