Mario Calabresi è uno di quei nomi che tutti gli italiani, almeno una volta, hanno sentito pronunciare. Il suo volto è famigliare, la sua voce anche. La sua storia, del resto, si è già intrecciata a doppio nodo con quella di un intero Paese e potrebbe succedere ancora se venissero confermate le voci della sua sempre più probabile candidatura a sindaco di Milano, la sua città, per il centrosinistra.
L’omicidio del padre Luigi
Ma per capire chi è Mario Calabresi bisogna tornare a quel tragico 17 maggio 1972, forse la pagina più buia degli anni di piombo. Nato il 17 febbraio 1970, Mario ha solo due anni quando il padre Luigi Calabresi, commissario di Pubblica Sicurezza, viene assassinato sotto casa in un agguato di matrice terroristica. Nel 1997 la giustizia italiana ha condannato in via definitiva i membri dell'organizzazione extraparlamentare Lotta Continua. Ovidio Bompressi e Leonardo Marino sono gli esecutori materiali, i mandanti rispondono ai nomi di Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani.
Un’esecuzione maturata come “vendetta politica” data la convinzione ideologica, diffusa nell'estrema sinistra dell'epoca, che il commissario fosse il responsabile diretto della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli. Il giornalista Mario Calabresi con il Presidente italiano Sergio Mattarella













