MILANO. Mario Calabresi è pronto a candidarsi a sindaco di Milano. La sua discesa in campo, che potrebbe diventare ufficiale nei prossimi giorni, in qualche modo era già nell’aria dopo che era stato lo stesso giornalista ad anticiparla a luglio, alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, hinterland milanese, quando aveva lasciato intendere con chiarezza di essere pronto a mettersi a disposizione per la città. "A chi me lo chiede - aveva detto - rispondo che ci sto pensando. E che sono disposto a fare la mia parte per Milano".
Nel frattempo, però, è arrivata una decisione che rende la candidatura ancora più vicina. Come anticipato dal Corriere della Sera e Huffington Post, Calabresi avrebbe lasciato gli incarichi operativi in Chora Media, di cui era direttore editoriale, e la presidenza di Be Water Content, il gruppo che comprende Chora Media e Will Media. Una scelta che gli consente di concentrarsi sulla nuova sfida politica e soprattutto di avere le mani libere da eventuali conflitti d'interesse. La decisione arriverebbe mentre il centrosinistra milanese deve ancora definire il percorso per scegliere il candidato alla successione di Beppe Sala. E soprattutto deve ancora scegliere se e quando ci saranno le primarie. L’ormai prossima candidatura di Calabresi, infatti, non significa che la partita sia chiusa. Al contrario, il quadro è ancora aperto e tra i possibili candidati ci sono anche il coordinatore dem in regione Lombardia Pierfrancesco Majorino, ex assessore milanese e Anna Scavuzzo, attuale vicesindaca. La lista dei contendenti è lunga ma questi tre sono tra i nomi più quotati, insieme a quello dell'assessore al Bilancio Emmanuel Conte. E mentre la segretaria nazionale Pd Elly Schlein ha scelto di tenersi lontana, anche fisicamente, dalla partita milanese non partecipando alla Festa dell'Unità, tutti e tre gli aspiranti candidati saranno ospiti della kermesse che inizia giovedì 3 settembre. Calabresi porta nella corsa un profilo diverso da quello degli altri possibili contendenti: giornalista, ex direttore di La Stampa e la Repubblica, negli ultimi anni alla guida di Chora Media, arriva alla politica senza una storia nei partiti e nelle istituzioni cittadine. Majorino e Scavuzzo, al contrario, hanno un lungo percorso politico e amministrativo a Milano. La sfida, comunque, è appena iniziata. E il nodo delle primarie resta ancora da sciogliere.











