La decisione del giornalista che prelude alla corsa verso palazzo Marino. Quali sono gli ostacoli che dovrà affrontare

Mario Calabresi ha deciso da tempo, racconta chi lo conosce bene e confermano a Open dal Pd. Ma in questi giorni sta muovendo i passi per l’ufficialità della candidatura a sindaco di Milano. Una scelta che non implica un percorso facile ma che il direttore editoriale di Chora, già alla guida di Repubblica e della Stampa, ha deciso convintamente di intraprendere.

In queste ore il giornalista ha fatto sapere alla sua redazione, che cura podcast e informazione insieme a Will Media (del gruppo Chora Calabresi è anche comproprietario, con una quota di minoranza che però ha deciso di lasciare), che abbandonerà tutti i ruoli editoriali per concentrarsi sulla campagna elettorale. È il passaggio del Rubicone, anche se alcune iniziative che lo vedono direttamente coinvolto resteranno in piedi. Prosegue il suo spettacolo “Anni settanta”, che ha date programmate almeno fino alla fine del 2026 e uscirà il suo libro a fine settembre. Nulla però che impedisca la partecipazione alla campagna elettorale quando entrerà più nel vivo, ovvero verso la primavera 2027.

Il nodo primarie

La strada per palazzo Marino, però, non è spianata e non solo perché il centrodestra ritiene che il dopo Beppe Sala possa essere contendibile per una coalizione che fa del Nord l’asse portante del suo consenso elettorale. È molto difficile infatti, che Calabresi possa candidarsi senza passare attraverso le primarie se non sarà Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale, esponente molto noto del Pd milanese e da tempo candidato in pectore, a consentirglielo.