Mario Calabresi si candiderà a sindaco di Milano. Una quarantina di giorni dopo aver annunciato che la mossa era possibile (“Ci sto pensando”, aveva detto a luglio), il giornalista è pronto a ufficializzare la sua corsa per Palazzo Marino e ha già comunicato ai colleghi della sua azienda, Chora Media, le sue intenzioni e le dimissioni dal ruolo di direttore editoriale e di presidente del Consiglio di amministrazione del gruppo Be Water Content, che comprende Chora e Will Media.
“Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione”, ha annunciato sulle sue pagine social, confermando l’addio all’azienda che ha contribuito a fondare per ufficializzare presto la sua candidatura. “Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme – ha aggiunto -, alla visione che ho condiviso ogni giorno con Guido Brera, alla squadra di persone eccezionali con cui ho lavorato”.
Nel centrosinistra si è sempre parlato di primarie per scegliere chi sarà il candidato alla successione di Beppe Sala e il campo è già affollato. Quando il 22 luglio Calabresi aveva manifestato la volontà di partecipare alla sfida, aveva ricevuto endorsement dall’ex sindaco Gabriele Albertini, Roberto Formigoni e Carlo Calenda. Sostegni che segnano un enorme cortocircuito: piace molto alla destra e spacca il centrosinistra. Tra i contendenti ci sarà quasi sicuramente il consigliere regionale Pierfrancesco Majorino – dato in testa dai sondaggi – oltre alla vicesindaca Anna Scavuzzo e all’assessore municipale Lorenzo Pacini, attivissimo da tempo sui social e con le assemblee di quartiere, oltre a una serie di civici.










