“Mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione, mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana”. Sigfrido Ranucci torna a puntualizzare su quello che è stato il batti e ribatti con i nuovi conduttori di Report, in particolare Daniele Piervincenzi, che in un’intervista a Domani si era detto colpito dall’accusa di mediocrità rivoltagli dal suo predecessore: “Mi dispiace delle parole che ha utilizzato, ma capisco in che situazione psicologica si trovi adesso. Certo, prima mi manda in Congo per l’inchiesta su Luca Attanasio, me la compra e due mesi dopo dice che sono un mediocre”. Ranucci avrebbe provato a smontare punto per punto l’esperienza professionale del nuovo conduttore: “Un servizio realizzato per Report, peraltro mai andato in onda e da me risistemato un paio di volte, non fa di nessuno un conduttore. Del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019, segnò performance dal 2,4% al 3,8%”. Sull’inchiesta in Congo, quella che secondo Piervincenzi gli sarebbe stata “comprata” dallo stesso Ranucci, l’ex conduttore ha risposto: “L’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede. Ma tu lo sai meglio di chiunque altro: quel lavoro rientrava nei Lab, i contributi che stanno fuori da Report, non dentro”. Il bersaglio vero del post resta però la scelta della Rai di giustificare la nomina dei due nuovi conduttori con un concorso vinto: “Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo di un minuto”. Ranucci ha rivendicato i propri 36 anni in Rai, dagli scoop su Falluja all’intervista smarrita a Paolo Borsellino, fino al decennio come coautore di Milena Gabanelli (“ho respirato la sua stessa aria, ho imparato da lei il rigore, la lealtà, la dedizione al servizio pubblico”) e ha difeso la squadra storica del programma, definita “ruvida, anche un po’ stronza” ma “sempre leale con il pubblico”.Contro Giulia Presutti, l’altra nuova conduttrice, toni ancora più fomentati: Ranucci l’accusa di aver “mentito in maniera seriale” per settimane, nascondendo l’accordo già chiuso con l’azienda. “Giulia sa bene di averla fatta grossa: da quando la notizia è uscita, non mi ha risposto più al telefono. Il coraggio e la tenuta psicologica non sono le sue migliori qualità. Se la cava meglio con opportunismo e furbizia”. Ha chiuso il post con una distinzione: “È umano, per un giornalista, desiderare di condurre il programma più importante della televisione italiana. È disumano pensare di farlo senza averlo meritato, camminando indifferenti sulle sue macerie”. Il sindacato Unirai-Figec ha preso le distanza dalle parole di Ranucci, difendendo il concorso citato come quello che ha permesso la stabilizzazione di 127 giornalisti precari nelle redazioni Tgr, e ricordando che lo stesso Ranucci non è entrato in Rai attraverso un concorso, ma, "come dichiarato da lui in un’intervista al Corriere della Sera nel febbraio 2024, grazie a lezioni di tennis impartite alla segretaria di ‘un pezzo grosso’ dell’azienda”.