La guerra di Donald Trump e Benjamin Netanyahu contro l’Iran presenta un’altra fattura agli italiani. Ad agosto l’inflazione su base annua è schizzata al 3,3%, dal 2,9% di luglio, con un aumento dello 0,5% mese su mese: sono i livelli più alti da settembre 2023. E a spingere il dato, secondo le stime preliminari dell’Istat, è soprattutto l’energia, la componente più esposta alle tensioni geopolitiche: è aumentata del 17% su base annua, contro l’11,6% di luglio. Con effetto domino sulla voce Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+8,9%) e sui trasporti (+6,1%). A pagare il prezzo sono, ovviamente, le fasce più deboli. Che, come raccontato da ilfattoquotidiano.it, stanno già facendo i conti con l’impoverimento causato da 5 anni di aumenti dei prezzi dei beni di consumo, a partire dagli alimentari. Le opposizioni tornano all’attacco contestando le priorità del governo. “Leggo sui giornali che Meloni, Salvini e Tajani si sono riuniti ieri, per quattro ore. In effetti tutti ci saremmo aspettati una riunione urgente sull’inflazione”, dice la segretaria Pd Elly Schlein. “E invece no, anche stavolta no. Ieri il governo ha di nuovo impiegato la giornata a pensare come garantire se stesso cambiando la legge elettorale, per paura di perdere”. Mentre dal M5s la capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Daniela Torto rincara: “Mentre il governo parla di Ceuta, i dati registrano un’altra mannaia che si abbatte sugli italiani. Toc toc, c’è qualcuno?”, la domanda al Mef e a Palazzo Chigi.