A trainare il carovita è quasi esclusivamente il comparto energetico. E la tendenza è in gran parte europea

Il rientro dalle vacanze porta con sé una nuova fiammata dell’inflazione. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, nel mese di agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) registra un incremento dello 0,5% su base mensile e al +3,3% su base annua, in forte accelerazione rispetto al +2,9% rilevato a luglio. Una tendenza speculare si registra in tutta la zona euro, dove Eurostat stima un’inflazione in crescita al 3,3%.

A trainare il carovita è quasi esclusivamente il comparto energetico, a causa delle perduranti tensioni sui mercati internazionali, mentre l’inflazione di fondo (al netto di energia e alimentari freschi) mostra un leggerissimo rallentamento, scendendo dall’1,6% all’1,5%.

Cosa spinge i prezzi: l’impatto di luce, gas e trasporti

Il motore dell’aumento dei prezzi resta la bolletta energetica, le cui tensioni si riflettono sia sui costi domestici che sulla rete distributiva dei carburanti. La componente energetica complessiva fa registrare un balzo record dal +11,6% di luglio al +17,0% di agosto. Nello specifico, la crescita è sostenuta sia dagli energetici regolamentati (da +14,8% a +18,8%), sia da quelli non regolamentati (da +11,4% a +16,9%).