Pubblicato il: 04/09/2026 – 15:27
Le famiglie sono sotto assedio. Non si arresta la corsa dei prezzi di beni e servizi. In attesa del dato definitivo sull’inflazione ad agosto, nelle stime preliminari dell’ISTAT, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra in un solo mese un aumento dello 0,5% rispetto a luglio 2026 e del 3,3% rispetto ad agosto 2025 sul 2,9% di luglio. L’inflazione acquisita per il 2026 è del 2,9% per l’indice generale e del + 1,9% per la componente di fondo. L’incremento risente delle tensioni internazionali sui prezzi dei beni energetici, sia non regolamentati (il cui tasso passa da +11,4% a +16,9%) sia regolamentati (da +14,8% a +18,8%). Con l’inflazione a questi livelli le ricadute per ogni famiglia, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ammonteranno a +1.089,00 euro annui. Aumenti che si sommano a quelli subiti negli ultimi anni. In questo scenario, le famiglie, con stipendi e pensioni ferme, con nuove ondate di rincari all’orizzonte, dovranno fare i conti con gli effetti dei mutamenti climatici in bolletta e nello scaffale dei beni alimentari. Non saranno poche le famiglie costrette a tagliare ancora sul consumo energetico e alimentare, beni vitali e irrinunciabili divenuti per molti inaccessibili. Sul versante carburanti la Calabria si conferma l’anomalia nazionale con prezzi in costante aumento. Dopo una prima riduzione di soli 0,004 cent a litro nel giorno successivo al decreto di proroga di sconto delle accise sul gasolio, il prezzo medio del gasolio su strada, in modalità self, è progressivamente aumentato sino a 2.181 euro/L, la benzina a 2.071 euro/L e il GPL a euro 0,800 di oggi (4 settembre 2026). (tab. 1)







