Telefoni che squillano a vuoto, bocche cucite e i corridoi del Palazzo che mormorano. A distanza di quattro giorni (oggi scatta il quinto) dall’inizio del Telegramgate viareggino nessuno, né i civici né il Centrodestra, in giunta e neppure in maggioranza, ha sentito l’urgenza di rompere il silenzio per intervenire, nel bene o nel male, e chiarire la vicenda che ha travolto l’assessore allo sport, al mare e alle politiche giovanili Rodolfo Salemi. Da un’utenza a lui riconducibile, nel tardo pomeriggio di giovedì, mentre era in corso un’operazione straordinaria di monitoraggio del territorio coordinata dalla Questura, è partito il messaggio che avvisiva i quasi 6mila utenti della chat Anonymus Versilia, altrimenti detta “scansa-controlli“, della presenza di tre posti di blocco sul lungomare. Il tempo del trillo della notifica sugli smartphone, che si è scatenata un’eco rimbalzata da Viareggio in tutta Italia.

Mentre la notizia travalicava i confini della Versilia, la sindaca Sara Grilli si trovava fuori città. E la necessità di un confronto diretto, per approfondire la questione che potrebbe impattare sul futuro di Salemi e l’assetto della giunta, potrebbe averla indotta a muoversi con prudenza. Senza cedere alle pressioni della piazza in fermento. Ma nelle prossime ore, già oggi dopo il primo vis à vis, qualcosa dovrebbe accadere.