In questi ultimi giorni d’agosto, mentre nelle scuole si preparano aule e orari in vista della prima campanella, per i dirigenti scolastici pratesi c’è un altro lavoro da portare a termine: mettere mano ai curricolo. Un lavoro che deve rispettare l’autonomia dei singoli istituti, ma allo stesso tempo recepire le novità introdotte dal governo e tradurle concretamente nei programmi e nell’organizzazione.

Tra le novità ci sono le regole sul comportamento, destinate ad avere un peso ancora maggiore nel percorso scolastico degli studenti. Il voto di condotta diventa infatti un requisito determinante per la promozione: il 5 comporta la bocciatura, mentre con il 6 si passa l’anno ma con un debito formativo da recuperare. Cambia anche il significato della sospensione: non più semplicemente giorni trascorsi lontano dai banchi, ma un periodo che dovrà essere accompagnato da attività educative e, nei casi previsti, da esperienze di volontariato.

Una stretta sulla condotta che i dirigenti devono ora tradurre nei regolamenti e nella vita quotidiana degli istituti, insieme alle altre novità che ridisegnano alcuni pezzi dei programmi. Alla primaria, per esempio, torna a trovare maggiore spazio la poesia imparata a memoria, considerata uno strumento per allenare attenzione e capacità di concentrazione, mentre viene valorizzato nuovamente il corsivo. Cambia anche l’impostazione dell’insegnamento della storia, con una maggiore attenzione al Risorgimento rispetto alla preistoria. Alle medie entra invece in scena, già dalla seconda, il latino. A Prato, però, per qualcuno non si tratta di una vera rivoluzione. "Da alcuni anni facciamo già un’ora alla settimana di latino e abbiamo circa una trentina di iscritti", racconta Mario Battiato, dirigente dell’Istituto comprensivo Gandhi. Anche qui il lavoro di fine estate è soprattutto quello di mettere ordine: "Stiamo sistemando i programmi in base alle novità che sono arrivate. Il problema è anche trovare i libri di testo con queste nuove indicazioni".