Altra tegola sui nuovi programmi scolastici per elementari e medie elaborati dal ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara. Dopo le polemiche sull’impianto in particolare dell’insegnamento della storia – tutta votata a Occidente - e della matematica, le modifiche apportate dalla commissione che li ha redatti dopo le audizioni, le critiche dei sindacati, ora il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il suo parere sullo schema di regolamento delle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo d'istruzione. Per usare una metafora scolastica: non è una bocciatura totale ma il testo comunque è rimandato al mittente. Dal ministero reagiscono: ma quale bocciatura, chi lo dice strumentalizza.

“Attesa degli adempimenti richiesti”

I giudici della Sezione Consultiva per gli Atti Normativi si sono riuniti il 9 settembre scorso e la decisione è stata licenziata il 17 settembre con il parere sospeso numero 1017/2025, «in attesa degli adempimenti richiesti». La documentazione predisposta dal Ministero, secondo quanto si legge nel dispositivo, presenta lacune strutturali che compromettono la valutazione della proposta normativa. Mancano le motivazioni del rinnovo delle indicazioni ferme dal 2012, l’analisi dell’impatto è carente e «per molti aspetti inadeguata allo scopo»; pur citando numerose Raccomandazioni UE non ne valuta «in concreto la coerenza del nuovo testo con i menzionati atti dell’Unione europea»; sui profili finanziari «talune delle indicazioni formulate sollevano il dubbio circa l’effettiva disponibilità di mezzi e risorse»; gli obiettivi sono vaghi, si accenna a un «cambiamenti epocali» della scuola nell’ultimo decennio senza riferimenti più puntuali. E poi ci sono rilievi sul contenuto didattico, correzioni formali e linguistiche necessarie, refusi da eliminare.