ROMA. Dopo quasi due anni di polemiche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha firmato le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione. «Si volta pagina», ha annunciato il ministro dopo aver superato e integrato i rilievi mossi dal Cspi a giugno e dal Consiglio di Stato a settembre.

Le nuove Indicazioni nazionali andranno in vigore da settembre del 2026 e introducono lo studio del latino per l’educazione linguistica nella scuola secondaria di primo grado, con l’avvio previsto in seconda e terza media. L’insegnamento sarà facoltativo e affidato al professore di italiano già abilitato per il latino, con un’ora in più a settimana da inserire nelle attività di potenziamento pomeridiane. Le indicazioni prevedono, poi, il rafforzamento dello studio della grammatica e della calligrafia dalla scuola primaria, con l’obiettivo di evitare «eccessi di spontaneismo» nell’espressione e nella scrittura. Gli studenti torneranno a imparare le poesie a memoria e a fare i riassunti.

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L’insegnamento della storia sarà dedicato alla storia dell’Occidente, con l’obiettivo di evitare un approccio enciclopedistico. Il documento afferma che la storia «è il principale strumento tanto per conoscere come si è formata la nostra civiltà, per comprenderne le caratteristiche di fondo e i valori, che per inquadrare al tempo stesso le vicende della scena mondiale e i rapporti di questa con l’Occidente». Modificati i programmi di matematica e scienze, i contenuti disciplinari, le metodologie didattiche e l’organizzazione del curricolo, con attenzione a temi come l’inclusione, le competenze digitali e la cittadinanza. Valditara ha ribadito che le nuove Indicazioni mettono «al centro la cultura del rispetto e della lotta contro ogni discriminazione».