Le linee guida proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito non passano il vaglio del Consiglio Superiore della pubblica istruzione che boccia alcuni punti della nuova riforma della scuola firmata Valditara. O meglio, chiede di modificare in più parti e commi il regolamento che dà “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”. E lo fa perché «l’attività didattica non deve essere centrata sull’accumulo di conoscenze - si legge nel documento -abilità e contenuti, ma essere orientata alla comprensione del mondo, all’acquisizione di competenze che permettano agli alunni di risolvere i problemi che si pongono nell’esperienza reale».
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Il senso di Comunità
Agli occhi salta subito la richiesta della Consiglio di sottolineare di più il concetto di Comunità, considerando che la formazione degli alunni coinvolge una vasta rete di attori e contesti in un sistema interconnesso. Per questo ha chiesto di sostituire l’espressione “la scuola è la sede principale per la trasmissione di conoscenze” con “la scuola è la sede principale per la co-costruzione degli apprendimenti”, sottolineando come accanto a un curricolo nazionale l’autonomia scolastica preveda anche un curricolo d’istituto.






