Tibet e Nepal.31 agosto 2026 alle 01:43

Pechino.

Tra tunnel sommersi, strade cancellate e villaggi isolati, si continua a cercare sopravvissuti all’esondazione. Sono oltre tremila le persone ancora disperse. In Nepal il bilancio delle vittime è salito a 788, mentre 2.502 risultano disperse. In Tibet sono 16 i morti e 546 gli ancora irreperibili. A rendere ancora più delicata la situazione è il deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Le persone rimaste isolate hanno urgente bisogno di acqua pulita per bere e lavarsi, mentre i danni alle condutture e la possibile contaminazione delle fonti alimentano il timore di nuovi problemi sanitari. Intanto nei pressi del valico di Gyirong i soccorritori sono stati trasferiti in un luogo sicuro, dopo che sabato sera un drone ha rilevato una nuova frana, a circa 2,8 chilometri a valle del lago di sbarramento formatosi dopo l’alluvione del 26. La nuova frana ha creato un secondo margine naturale, dando origine a un nuovo bacino. La situazione è poi parzialmente tornata alla normalità: l’acqua ha aperto un varco e il secondo lago è entrato in una fase di deflusso, risultando sostanzialmente svuotato. Sul fronte nepalese, una delle operazioni più delicate riguarda le persone che potrebbero essere ancora intrappolate nei tunnel degli impianti idroelettrici. L’esercito stima che almeno 35 persone possano essere intrappolate nel solo tunnel dell’Upper Trishuli 3A. Nei giorni scorsi erano però circolate indicazioni di circa cento persone e altre valutazioni ancora più alte. Circa cento operai, invece, sarebbero in totale quelli intrappolati nei tunnel di diversi impianti. Nel complesso, 933 lavoratori dei progetti idroelettrici risultano dispersi.