Aumenta ancora il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni che si sono abbattute la scorsa settimana su Nepal e Tibet (Cina): intanto quasi mille operai sono ancora intrappolati nei tunnel dei progetti di impianti idroelettrici. Corsa contro il tempo per trarli in salvo.
È salito ad almeno 919 morti e 4.793 dispersi il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni che mercoledì scorso hanno investito la regione di confine tra Nepal e Cina. Lo hanno comunicato questa mattina le autorità di Katmandu e Pechino, mentre proseguono le ricerche di eventuali dispersi e i soccorritori stanno conducendo una vera e propria lotta contro il tempo per trarre in salvo 933 lavoratori che risultano intrappolati nei tunnel di alcuni impianti idroelettrici del Nepal. Intanto, stando a quanto riferito dalla polizia, negli ultimi giorni le autorità del Nepal meridionale sono state costrette a seppellire 199 corpi non identificati in mezzo a una foresta, a causa dell'esaurimento delle scorte mediche necessarie per conservare i resti in vista delle analisi del DNA.
Nel corso del weekend sono stati intensificati gli sforzi per soccorrere le persone rimaste intrappolate nel tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3A, nel distretto di Nuwakot. "Gli sforzi per soccorrere le persone intrappolate all'interno del tunnel dell'Upper Trishuli 3A Hydropower Project sono stati intensificati, compresi i tentativi degli ingegneri dell'esercito nepalese di effettuare operazioni di brillamento", ha riferito il ministero dell'Energia.










