Come riporta Ansa, il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni in Nepal e Tibet è salito a 616 morti e oltre 2.300 feriti. Lo riferisce la polizia nepalese sui propri canali social. Aumenta anche il numero dei dispersi: secondo le autorità locali sono 2.426. L’esercito ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa.
Proseguono le operazioni di soccorso
i di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate. Drammatica la testimonianza di Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all’alluvione: ‘Un boato immenso. Sono scappata sulle montagne, mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l’aiuto dei nepalesi non sarei qui’. I bresciani Giovanni Fassini e Marco Lombardi rientrano in Italia. Le autorità del distretto di Chitwan, nel Nepal centro-meridionale, hanno recuperato finora 233 corpi dopo le alluvioni, ma soltanto quattro sono stati identificati. Lo riferisce la Bbc, citando una dichiarazione dell’Ufficio dell’amministrazione distrettuale di Chitwan. “I corpi raccolti dalle strutture sanitarie e dalle rive dei fiumi sono in stato di decomposizione e non sono più identificabili”, si legge nella dichiarazione. I restanti 229 corpi sono conservati nei centri di deposito e nelle strutture sanitarie, mentre le autorità continuano a raccogliere e registrare campioni di Dna per consentirne l’identificazione.










