La tragedia29 agosto 2026 alle 00:29Lavoratori bloccati in una centrale elettrica. Tre gli italiani di cui non si hanno notizie
Kathmandu.
Il fango ha cancellato strade e ponti, trascinato via case e isolato intere comunità lungo il confine tra Nepal e Cina. I soccorritori continuano a scavare tra i detriti, ma il rischio di una nuova inondazione per la tracimazione di un lago fa correre veloce le lancette del tempo, mettendo a rischio anche il salvataggio di 100 lavoratori bloccati dentro un tunnel di una centrale elettrica. E, ora dopo ora, il bilancio della devastante alluvione e della frana sul versante tibetano continua ad aggravarsi. Sono almeno 584 i morti e oltre 2.400 le persone ancora disperse, tra cui oltre 600 cittadini stranieri, secondo gli ultimi dati delle autorità nepalesi e cinesi.
Gli italiani
Tra gli stranieri di cui non si hanno notizie ci sono sempre tre italiani: Marco Ratto, 50enne di Rapallo, e una coppia italo-svizzera. Mentre a Kathmandu è arrivata anche la task force dell’Unità di Crisi della Farnesina insieme al personale dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi. È in questo contesto che resta drammatica anche la situazione delle persone intrappolate nel tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa. L’esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti, ma oltre 100 persone sono ancora bloccate dentro. Le operazioni sono rese difficili dalle condizioni meteorologiche avverse e dall’elevata portata del fiume Bhotekoshi. Il Nepal sta monitorando due laghi di sbarramento formatisi a monte della zona colpita dopo il collasso glaciale e le successive frane. Uno dei bacini ha iniziato a tracimare, facendo salire il livello del Bhotekoshi e alimentando il timore di nuove inondazioni. Il pericolo di alluvioni difficilmente potrà essere considerato superato finché la situazione non sarà stabilizzata.











