In Nepal i soccorritori stanno scavando nei tunnel di alcuni impianti idroelettrici per cercare di raggiungere centinaia di lavoratori che potrebbero essere rimasti intrappolati dopo la devastante esondazione che mercoledì ha colpito la zona himalayana di confine fra il Nepal e la regione cinese del Tibet. Le operazioni sono state rallentate dalle nuove piogge e dall’innalzamento dei fiumi, che hanno più volte allagato le aree in cui si sta cercando di raggiungere le gallerie.

Le persone coinvolte lavoravano in diversi impianti idroelettrici in costruzione lungo i fiumi Trishuli e Bhotekoshi, nel nord del Nepal. Quando l’acqua, il fango e i detriti hanno travolto la zona, diversi ingressi dei tunnel sono stati sepolti, isolando i lavoratori che si trovavano all’interno. In totale, secondo le autorità nepalesi, più di 900 lavoratori degli impianti idroelettrici risultano dispersi, ma non è chiaro quanti di loro si trovino effettivamente nei tunnel.

Una delle operazioni principali riguarda l’impianto idroelettrico Upper Trishuli-1, nel distretto di Rasuwa. Secondo le informazioni raccolte dalle autorità, circa 350 persone potrebbero essere intrappolate in uno dei tunnel del complesso. I tunnel sono sepolti dal fango, e i soccorritori stanno lavorando da giorni per cercare di rimuovere i detriti.