Dietro la folla, gli sponsor e le insegne più iconiche dello shopping newyorkese, a Flushing Meadows per gli US Open è partita la macchina degli influencer. Creatori di content per Instagram, YouTube e TikTok filmano i propri outfit, recensiscono il cibo e offrono ai follower uno sguardo sulle esperienze organizzate dai brand, portando lo spettacolo di essere agli Open a milioni di persone anche al di là dei cancelli del Billie Jean King National Tennis Center. Per assicurarsi un posto in uno tsunami di contenuti, i grandi marchi stanno spendendo decine e centinaia di migliaia di dollari, mentre la United States Tennis Association ha integrato stabilmente i creatori digitali nella narrazione del torneo trasformando gli US Open in un vero e proprio "fenomeno in stile Coachella". L'esperimento, partito nel 2025, ha avuto tale successo che quest'anno i pass ufficiali riservati esclusivamente agli influencer sono stati raddoppiati permettendo di lavorare fianco a fianco con i media tradizionali, focalizzandosi sulle piattaforme social Gli influencer non si occupano solo di sport: coprono verticali come moda, cibo, lifestyle e comedy. E in effetti i contenuti piu' virali non sono quelli sportivi ma quelli concentrati sull'esperienza collettiva di quel luna park che sono gli Open: vale a dire i look per l'evento, i tour dietro le quinte, i trend di TikTok, e l'iconico cocktail del torneo, l'Honey Deuce. Wimbledon è molto più prudente nell'aprirsi ai creator, perché deve proteggere un'immagine fondata su tradizione, esclusività e controllo del marchio, osserva Vogue, notando come gli US Open sfruttano invece proprio il caos culturale e commerciale di New YorkI brand a loro volta hanno affinato le strategie mettendo in campo esperienze immediatamente instagrammabili: Rolex, Emirates, Tiffany e Ralph Lauren - quest'ultimo sponsor dal 2005 - hanno acquistato intere aree e invitato influencer (dagli chef alle modelle ai creator di moda come Morgan Riddle, la compagna di Taylor Pritz), a condividere l'esclusività dell'esperienza. Secondo ricerche di settore (comprese quelle di United Talent Agency), i fan dei creator hanno il 19% di probabilità in più di appassionarsi e seguire gli US Open se il loro influencer preferito ne parla. L'afflusso degli influencer ha ovviamente generato pareri contrastanti. Molti tifosi storici lamentano che il torneo sia diventato una passerella in cui, complice l'impennata dei prezzi dei biglietti, "l'importante è farsi vedere mentre si guarda la partita" anziché seguire i campioni dello sport che giocano negli stadi.
Us Open in stile Coachella, è il regno degli influencer - Moda - Ansa.it
Gara di brand per coinvolgere i content creator che raccontano l'esperienza (ANSA)













