«È il mio modo di esprimermi» ha detto la campionessa bielorussa agli US Open rispondendo alle critiche dei puristi per le pietre preziose indossate durante il match. Un confine sempre più sottile tra provocazione estetica e personal branding

C’era un tempo in cui l’unico accessorio concesso al grande tennis era il polsino di spugna o la visiera d’ordinanza. Oggi quell’immaginario appartiene al passato. Agli US Open, Aryna Sabalenka si è presentata sul cemento newyorkese con un abito tecnico Nike in rete trasparente che lasciava intravedere un completo intimo arancione fluo, abbinato a una parure da 127 carati di pietre colorate tra zaffiri, tormaline e tanzaniti. Una scelta d’impatto, per i tifosi della numero 1; una “pacchianata”, per i detrattori. Di sicuro, l’esibizione di doppio misto al fianco di Novak Djokovic non è passata inosservata.

Zaffiri, tormaline e trasparenze: il look di Aryna Sabalenka agli US Open

A catturare gli sguardi è stato un mix studiato nei minimi dettagli. La tennista ha scelto un abito tecnico firmato Nike in tessuto a rete trasparente con cuciture a contrasto, lasciato intravedere sopra un top e uno short arancione fluo. A impreziosire l’outfit sportivo, la collezione capsule Prisma, creata su misura per lei dal brand di gioielleria di lusso Material Good: orecchini pendenti, bracciale e un collier punto luce che racchiudono una cascata di zaffiri, tormaline, granati e tanzaniti. La particolarità del girocollo? Un’incastonatura snodata progettata appositamente per oscillare e assecondare i movimenti atletici del corpo durante i colpi, trasformando l’impatto con la pallina in un gioco di luci.