Abiti bianchi, fragole con la panna, fiori e celebrity: Instagram e TikTok hanno trasformato il torneo londinese in un’esperienza da mostrare online. Il pubblico è più giovane e internazionale, ma cresce il dubbio che per molti il tennis sia ormai soltanto lo sfondoAbiti bianchi, fragole con la panna, fiori e celebrity: Instagram e TikTok hanno trasformato il torneo londinese in un’esperienza da mostrare online. Il pubblico è più giovane e internazionale, ma cresce il dubbio che per molti il tennis sia ormai soltanto lo sfondoGli abiti di lino bianco davanti alle composizioni floreali del Centre Court. I bicchieri di Pimm’s, le fragole con la panna, le fotografie delle celebrità sugli spalti. Poi i tutorial per affrontare la coda, scegliere l’orario migliore e aumentare le possibilità di entrare senza avere già un biglietto. E ancora: l'immancabile vlog di una giornata per seguire Sinner e il trend del momento.Anche Wimbledon sta affrontando il più complesso processo di evoluzione digitale di questi tempi: la tiktokizzazione. Il torneo più prestigioso del tennis mondiale, grazie o per colpa dei social - almeno nella narrazione - si sta allontanando sempre di più dall'ambito sportivo e si sta trasformando sempre più in una destinazione estiva. Uno di quei luoghi da inserire nella "to do list" delle esperienze da fare almeno una volta, possibilmente vestiti di bianco.La trasformazione è visibile soprattutto tra il pubblico più giovane. Molti visitatori raccontano di avere deciso di andare a Wimbledon dopo aver visto video e fotografie sui social. L’interesse per le partite rimane, ma spesso si accompagna al desiderio di vivere l’atmosfera, incontrare personaggi famosi e produrre contenuti all’interno di uno degli scenari più riconoscibili dello sport mondiale.Dal torneo esclusivo all’esperienza da “bucket list”Wimbledon ha sempre avuto una forte dimensione mondana. La tribuna reale, le star del cinema e l’abbigliamento elegante erano lì già da prima dell'avvento dei social. Ma se negli anni Novanta erano le pagine dei giornali e le fotografie delle celebrity a raccontare ciò che succedeva fuori dal campo, oggi quella parte di racconto è gestita dai creator e dai loro profili social.La differenza riguarda la scala del fenomeno. Ogni dettaglio del torneo può diventare un contenuto: la fila per entrare, il prato, il cibo, gli outfit, i negozi, gli sponsor e persino il numero assegnato a chi aspetta un biglietto. Alcuni account seguono in tempo reale l’andamento della celebre “Queue”, indicando quando presentarsi e quanto tempo si potrebbe impiegare per raggiungere i cancelli.Il numero ricevuto all’ingresso della fila è diventato quasi un distintivo da mostrare online: perché esserci è già gran parte dell'esperienza, ancora prima di viverla. Secondo Leah Gillooly, ex giudice di sedia di Wimbledon e studiosa di marketing sportivo alla Manchester Metropolitan University, la coda è oggi più giovane, internazionale e affollata. Le persone arrivano sempre prima e descrivono l’esperienza con un linguaggio più vicino a quello utilizzato per i festival musicali. Non a caso, diversi video documentano le tende fuori dagli impianti: vi dice niente il concerto di Ultimo? Ecco, è esattamente quello il senso in cui Wimblendon sta vivendo un profondo processo di tiktoktizzazione.Anche Wimbledon ha dovuto piegarsi ai creatorSia chiaro: la presenza dei creator non è un male per l'evento. Rispetto agli influencer, lì più per passerella che per altro, i creator offrono a chi li segue un racconto. Un punto di vista alternativo e, nei casi migliori, originale a chi una competizione simile la può seguire al massimo davanti alla tv. Nel calcio è ormai qualcosa di frequente da qualche anno a questa parte e i Mondiali ne sono un esempio ormai esaustivo per capire che "esistere sui social" serve tanto quanto "esistere e basta". Negli ultimi anni Wimbledon ha lavorato con creator e marchi per ridurre la propria immagine di evento chiuso ed elitario e raggiungere fasce di pubblico più giovani.Usama Al-Qassab, direttore marketing del torneo, sostiene che la strategia stia funzionando. L’età media degli spettatori sarebbe diminuita progressivamente nell’ultimo decennio: si aggira intorno ai 45 anni tra chi ottiene un biglietto attraverso il sorteggio e scende a circa 35 tra coloro che entrano facendo la fila. Per l’edizione 2026 Wimbledon ha invitato direttamente dodici creator provenienti da Giappone, Germania e India, mercati nei quali il torneo vuole aumentare la propria riconoscibilità. Molti altri influencer arrivano invece attraverso gli sponsor. La quota di visitatori internazionali ha raggiunto circa il 20% del totale e la prima settimana del torneo ha sfiorato le 300 mila presenze, superando anche i numeri record registrati nel 2025.A differenza di altri appuntamenti sportivi legati alla tradizione, Wimbledon non vieta l’uso degli smartphone. Al Masters di golf di Augusta, per esempio, telefoni e fotocamere non possono essere portati sul campo. Il torneo londinese ha scelto la strada opposta: sa che per molti spettatori Wimbledon rappresenta un’esperienza rara e che la possibilità di fotografarla contribuisce alla sua attrattiva. Non ne saranno entusiasti i proprietari dei diritti televisivi, ma è la legge del mercato.Il tenniscore e l’effetto "Challengers"L’attenzione social si inserisce in una fase favorevole per il tennis. Il numero delle persone che praticano questo sport nel mondo è aumentato di quasi un quarto nei cinque anni precedenti al 2024. All’interesse per i giocatori si è affiancata una riscoperta dell’estetica del tennis, alimentata dalla moda e dalla cultura pop.Il film "Challengers", diretto da Luca Guadagnino e interpretato da Zendaya, ha contribuito a riportare campi, racchette, polo e gonne da tennis nell’immaginario pop. Su TikTok e Instagram questa tendenza è stata battezzata “tenniscore”: un’estetica composta da capi bianchi, maglioni sulle spalle, visiere, club esclusivi e richiami allo stile sportivo degli anni Ottanta e Novanta. Wimbledon offre la scenografia ideale. I prati, le divise degli atleti, le fragole, i fiori e l’associazione con l’aristocrazia britannica producono immagini immediatamente riconoscibili. Qualcosa di molto simile a dei preset. Il torneo riesce così ad attirare anche persone che seguono poco il tennis, ma vogliono partecipare a un rituale percepito come elegante ed esclusivo.Lauren Siegel, che studia il rapporto tra social media e turismo, spiega che molti visitatori sono motivati soprattutto dalla possibilità di documentare la propria presenza e mostrare di appartenere a un determinato gruppo sociale. L’ingresso a Wimbledon acquista quindi anche un valore simbolico: essere lì conta quasi quanto ciò che accade sul campo.Gli influencer invitati dai marchiI brand hanno capito che un creator sugli spalti può raggiungere un pubblico diverso da quello delle sponsorizzazioni sportive tradizionali. Evian, uno dei marchi legati al torneo, ha invitato tra gli altri Sebastian Melrose, pilota automobilistico e influencer con centinaia di migliaia di follower.Melrose non aveva mai assistito dal vivo a una partita di tennis. Ha però spiegato di considerare Wimbledon coerente con la propria immagine di creator associato a marchi di fascia alta e contenuti visivamente curati. Il suo post dal torneo ha ottenuto 54 mila visualizzazioni, più di alcuni contenuti realizzati a Le Mans, nonostante il motorsport sia il suo settore principale.Per i marchi il risultato è evidente: Wimbledon permette di parlare contemporaneamente di sport, moda, musica, spettacolo e lifestyle. Il campo da tennis diventa una parte di un ecosistema più ampio, costruito per circolare sulle piattaforme.La domanda però è: si guarda ancora la partita?La crescita porta però con sé una domanda. Le persone che riempiono le tribune stanno seguendo gli scambi oppure sono concentrate soprattutto sullo schermo del proprio telefono?E qui si torna al paragone con i concerti: molti spettatori sembrano concentrare le proprie energie più sulla produzione di fotografie destinate ai propri canali, più che a vivere la partita. Ed è un discorso che il mondo musicale conosce bene da tempo e che sta provando a gestire. Molti cantanti, sempre più spesso, durante i loro live invitano a godersi il momento e lasciare gli smartphone in tasca, eppure nonostante questo tantissime persone scelgono di vivere l'esperienza attraverso il filtro di un 6 pollici.Il rischio è che Wimbledon venga trattato come una scenografia. Il tennis rimane indispensabile, perché senza il torneo non esisterebbero il prestigio e l’estetica che attirano i creator. Durante la giornata, però, una partita può diventare soltanto una delle tante attività disponibili insieme alle fotografie, alla ricerca delle celebrity, al cibo e agli spazi degli sponsor.Il successo online porta nuovi visitatori e ringiovanisce il pubblico, ma modifica anche il modo in cui un luogo viene attraversato, così come avviene anche per musei e località turistiche. L’esperienza viene preparata prima ancora di arrivare, seguendo consigli, tutorial e immagini pubblicate da altri. Una volta dentro, deve somigliare il più possibile a ciò che già si è visto sullo schermo prima di partire.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Come TikTok ha trasformato Wimbledon in una meta turistica
Abiti bianchi, fragole con la panna, fiori e celebrity: Instagram e TikTok hanno trasformato il torneo londinese in un’esperienza da mostrare online. Il pubblic










