È forse a causa del Mondiale FIFA 2026 se in questi giorni Wimbledon, il più antico (1877) e prestigioso torneo del Grande Slam, riceve meno attenzione di quanto meriti? In termini di popolarità, il confronto tra calcio e tennis non regge; tuttavia Wimbledon è seguito in oltre duecento Paesi e la sua finale può raggiungere milioni di spettatori TV.

A partire dal 2020, il seguito del tennis è in forte crescita in Europa, Stati Uniti ed Asia (dove spiccano Cina e Giappone), i praticanti si calcola siano tra gli ottanta e i novanta milioni. Per le sue caratteristiche estetiche questo sport è sempre stato una fonte di ispirazione per gli appassionati dell’abbigliamento informale, e la sua crescente popolarità ora intreccia la “nuova” diffusa percezione che vede la forma fisica come segno di distinzione.

Un incrocio virtuoso che non poteva sfuggire ai brand della moda. Negli anni Settanta alcuni marchi italiani come Fila (con Björn Borg), Sergio Tacchini (con John McEnroe e Vitas Gerulaitis) o Ellesse (con Chris Evert che lo rese sinonimo di eleganza femminile) condividevano il dominio dei campi in terra rossa insieme alla francese Lacoste e all’inglese Fred Perry.

Coco Gauff a Wimbledon 2026 @Miu Miu