HomeRiminiCronacaUna bici, un cesto di pesce e 30 chilometri al giorno da macinare: l’epopea di Adele, la regina del portoAdele Forlazzini, pescivendola su due ruote, fu il simbolo delle ‘pisaere’, le donne dei pescatori romagnoli. È scomparsa a 92 anni. Nel 2019 Igea Marina le dedicò una statuaAdele Forlazzini accanto alla statua che la ritrae e con la sua bici, quando vendeva pesce, vongole e lumacheRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRavenna, 30 agosto 2026 – Cristiano Ronaldo aveva i Palloni d’oro, Valentino Rossi nove titoli mondiali, Sandro Mazzinghi due cinture iridate. Adele Forlazzini aveva una bicicletta, un cesto di pesce e fino a trenta chilometri da macinare ogni giorno. Eppure, anche lei ha conosciuto un privilegio di solito riservato ai campioni: vedere il proprio volto diventare monumento quando era ancora viva. Il primo maggio 2019, a Igea Marina, fu Adele stessa ad alzare il velo sulla statua che la ritrae con la bicicletta usata per decenni per portare il pescato dal porto alle case e ai casolari dell’entroterra.
Adele ha iniziato a lavorare a 7 anni
La ‘Pisaera’, morta nei giorni scorsi a 92 anni, aveva iniziato a lavorare a sette, prima con una carriola di lumachine e ‘poveracce’, cioè le vongole più piccole, poi pedalando dall’alba. Quell’opera non celebrava soltanto lei, ma un’intera generazione di pescivendole e mogli dei marinai, donne che vendevano il pesce, amministravano i conti e tenevano insieme le famiglie mentre gli uomini erano in mare. Vedere la propria immagine consegnata alla memoria pubblica prima del tempo non è senza precedenti. Nel 2009 Pontedera dedicò una statua di bronzo a grandezza naturale al pugile Sandro Mazzinghi, ancora in vita.








