La procura di Milano ha chiesto al tribunale di respingere il piano presentato da Foodinho, la società che gestisce il servizio di consegne a domicilio Glovo, per uscire dal controllo giudiziario. È la misura che la stessa procura le aveva imposto mesi fa accusandola di sfruttare i rider, cioè i fattorini che si occupano delle consegne: secondo la procura le soluzioni proposte da Glovo per ottenere la revoca della misura non sono sufficienti a risolvere il problema.
Foodinho ha proposto di alzare a 3 euro il compenso minimo della singola consegna per permettere ai rider di guadagnare almeno 14 euro all’ora (prima il compenso minimo a consegna era di 2,50 euro e quello orario di 10). Secondo la procura, però, il sistema con cui Glovo propone di calcolare i compensi fa risultare meno ore lavorate rispetto a quelle effettive. In questo modo i rider verrebbero pagati di più ogni ora, ma per un numero di ore inferiore a quelle lavorate, e quindi con un guadagno complessivo più basso di quello che gli spetterebbe. In altre parole, per la procura di Milano il piano di Glovo prevede di continuare a pagare i rider meno del dovuto.
La procura ha chiesto al giudice per le indagini preliminari (gip) di respingere la richiesta di Foodinho e di continuare a mantenere in vigore il controllo giudiziario imposto a febbraio: il gip dovrà decidere nei prossimi giorni.












