Arriva il parere della procura di Milano sulla richiesta di Glovo, presentata il 17 giugno, di revocare il controllo giudiziario. Forte delle misure appena introdotte, Foodinho srl (la società a cui fa capo) motivava la domanda con la scelta di aver incrementato le paghe da 10 a 14 euro l’ora e da 2,50 a tre euro a consegna. Il 18 agosto la Procura ha risposto chiedendo il rigetto dell’istanza, sulla scorta della consulenza tecnica depositata sei giorni prima.
Il punto centrale, sollevato dal pubblico ministero Paolo Storari e che sarà sottoposto al giudizio del giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi, riguarda che cosa la piattaforma consideri tempo di lavoro. La società paga il tempo effettivo calmierato, cioè quello realmente impiegato per la consegna ma trattenuto entro tetti fissati su base statistica per area geografica e tipo di veicolo, applicati a ciascuno dei quattro segmenti in cui la consegna viene scomposta. Fuori dal conteggio, come denunciato più volte dai lavoratori stessi, restano ad esempio l’intervallo fra un ordine e il successivo, il collegamento all’applicazione non seguito da assegnazioni e il rientro del rider. «Ne consegue che il corrispettivo orario di 14 euro non è riferito al tempo di messa a disposizione delle energie lavorative, bensì al solo tempo di esecuzione della singola consegna, assunto entro i cap».










