Una volta era il temporale di fine agosto ad annunciare l’imminente fine dell’estate. Un classico forse più cinematografico che meteorologico, la dissolvenza perfetta tra l’ozio della spiaggia e la nostalgia del rientro, tra le le ultime sgambate in costume e le prime serate col golfino arrotolato. Dovranno ricorrere ad altro registi e sceneggiatori che vorranno raccontare le nuove estati italiane. Addio commedie romantiche. Meglio un “disaster movie” per immortalare tre lunghi mesi di notti torride e sei minuti di devastanti palle di ghiaccio, prima che il caldo torni asfissiante come se nulla fosse successo. Lusso che non possiamo permetterci noi spettatori, chiamati a contare i danni, a prevenirne di nuovi e a far quadrare i conti. Intanto i prezzi dei box aumenteranno, le assicurazioni sugli eventi naturali pure e antichi mestieri saranno ricercatissimi. Ché, alla fine, un carrozziere o un idraulico sono sempre più utili di un regista...
Estate al cinema
Da commedia romantica a “disaster movie”, così è cambiata la stagione del solleone. E gli unici a godersi il film sono i carrozzieri













