Lazzari: "E' come se il calendario dicesse che la stagione 'sta finendo', mentre il corpo e l’ambiente dicono 'ancora non è finita'"

Malinconia di fine estate rimandata, forse, a settembre a causa dell'afa che non sembra voler lasciare il passo al declino della stagione calda e che attenua la percezione della chiusura del periodo estivo. E' un altro degli effetti psicologici del clima che cambia, come spiega all'Adnkronos Salute David Lazzari, presidente dell'Osservatorio benessere psicologico e salute.

"La malinconia di fine estate è un’esperienza piuttosto comune, anche se non è una sindrome clinica in senso stretto. Nasce dal fatto che la fine dell’estate concentra diversi segnali di 'chiusura': finiscono le vacanze, riprendono gli impegni, le giornate diventano più corte, cambia la luce, diminuisce il tempo trascorso all’aperto. È un piccolo passaggio psicologico: non perdiamo soltanto una stagione, ma una condizione associata a maggiore libertà, leggerezza e possibilità".

Quest’anno, però, continua Lazzari, "questo passaggio può essere almeno in parte rimandato. Se continuiamo ad avere caldo, afa, serate all’aperto e un ambiente che ci comunica ancora piena estate, viene meno uno dei segnali più evidenti della conclusione della stagione. È come se il calendario dicesse 'l’estate sta finendo', mentre il corpo e l’ambiente dicessero ancora 'non è finita'. Questo può attenuare o posticipare la tipica malinconia di fine estate, ma non cancellarla. Perché nel frattempo un altro segnale sta già cambiando: la luce. Le giornate si stanno accorciando indipendentemente dalla temperatura e il nostro organismo è molto sensibile alla durata e all’intensità della luce, che contribuiscono a regolare ritmi circadiani, sonno e umore. Su questo abbiamo evidenze robuste. Una revisione del 2025, “Effectiveness of visible light for seasonal affective disorder: a systematic review and network meta-analysis”, ha analizzato 17 studi su 773 persone e conferma l’importanza della luce nella regolazione dei disturbi dell’umore a carattere stagionale. Non significa naturalmente che la normale malinconia di settembre sia un disturbo affettivo stagionale, ma ci ricorda quanto il nostro benessere psicologico sia sensibile ai segnali ambientali e alla luce".