So quanto guadagnava un notaio negli anni Settanta e Ottanta: molto. So cosa prendeva un giornalista negli anni Novanta e Duemila: abbastanza. Non so, e non riesco a capire, quali siano oggi i redditi degli italiani, da dove arrivino, come certe spese e certi prezzi siano possibili. Un esempio: con mille euro al metro quadro, prima del Covid, qui al nord si poteva ristrutturare un appartamento. Dopo lo sciagurato 110 per cento, il costo è raddoppiato. Dove trova i soldi una giovane famiglia?
L’impressione è che la generazione dei genitori, beneficiata dai nonni, mantenga i figli: quanto può, come può, finché può. L’equilibrio fra redditi e prezzi si è rotto. Resiste chi guadagna bene, chi possiede molto; e chi nasconde tanto, ovviamente. Ma non esiste un nesso fra redditi e costo della vita. Per andare in vacanza una settimana, una famiglia spende lo stipendio di un mese. La classe media si sta liquefacendo: non lo vediamo?Ho un nipote che conduce una piccola impresa edile, a Como. Gli ho chiesto quanto porta a casa un giovane manovale, qualifica di base. Mi ha risposto: «Milletrecento euro al mese. A me ne costa tremila e ottocento: devo metterci ritenute, Inps, Inail, Cassa Edilizia, formazione. Il costo per il cliente? Quaranta euro all’ora». Gli ho risposto: non sono sorpreso, viaggiando in Italia, di vedere operai sui tetti, senza impalcature e imbragature. «Di sicuro costano meno», ha sorriso amaro.







