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26 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:11
I nuovi dati Eurostat sul calo dei redditi reali delle famiglie italiane nell’ultimo ventennio hanno riacceso l’attenzione su un’emergenza che il governo Meloni non pare interessato ad affrontare, se non con misure fiscali dal fiato corto e senza alcun impatto sul nodo delle basse retribuzioni. Del resto le tabelle dell’Ufficio statistico dell’Unione europea mal si conciliano con i contenuti delle slide prodotte da Fratelli d’Italia per i tre anni dall’insediamento della premier a Palazzo Chigi. La narrazione di un Paese “più solido e prospero”, con più occupati stabili e più soldi nelle tasche dei cittadini si infrange davanti ai numeri che mostrano la distanza tra gli stipendi italiani e quelli del resto d’Europa. E il suo allargamento nell’ultimo decennio.
Per comprendere come sono andate le cose Ilfattoquotidiano.it ha consultato i dataset Eurostat sui redditi netti. Prendendo in considerazione una coppia senza figli in cui entrambi lavorano e guadagnano un salario nella media, si scopre che in Italia nel 2024 il totale a loro disposizione si è fermato a 49.600 euro, che salgono a 50.700 se si esprime il valore a parità di potere d’acquisto con gli altri Paesi. In base a quest’ultimo indicatore, in Francia una famiglia con le stesse caratteristiche può contare su quasi 58mila euro equivalenti e in Germania su quasi 73mila, poco meno del reddito di una famiglia Usa. Anche la Spagna, in termini di potere d’acquisto comparabile, distanzia l’Italia con quasi 54mila euro equivalenti. Nei Paesi Bassi si arriva a 81.900. Sotto quelli della Penisola si piazzano solo i nuclei dell’est europeo (37.400 euro equivalenti in Bulgaria, 39mila nella Repubblica ceca, 37mila in Croazia) e del Portogallo (39mila euro equivalenti). Il reddito medio annuo per persona, per questa tipologia di famiglia, in Italia è di soli 25mila euro equivalenti, inferiore del 12% rispetto ai 28,9mila euro che sono la media europea.










