È di 37 vittime e decine di feriti il bilancio dell'esplosione del deposito alle porte della capitale
Munizioni, esplosivo, mine e droni da attacco: era al massimo della capienza il deposito militare di Myla, ad ovest di Kiev, colpito dal raid russo ieri sera. Il primo attacco ha innescato una vera e propria reazione a catena seguita da un vasto incendio che ha provocato una strage intorno al sito di stoccaggio.
Polemica sui depositi bellici nei centri abitati
Il bilancio ancora provvisorio conta 37 vittime, almeno una quarantina i feriti, per uno dei peggiori attacchi nell’area della capitale dall’inizio del conflitto. Ancora una volta subito è partita la polemica sul perché depositi bellici di tali dimensioni possano trovarsi nel cuore di centri abitati.
Il 6 luglio scorso una situazione del genere era accaduta nel sobborgo orientale di Vyshneve, dove ad esplodere era stato il magazzino di munizioni di una compagnia privata. 200 le abitazioni andate distrutte, con una decina di morti tra i residenti.












