Zelensky ha dichiarato che l’attacco ha causato l’esplosione di proiettili, mine e droni, innescando un’onda d’urto che ha danneggiato gli edifici vicini, tra i quali una “casa di cura per anziani”. Il leader di Kiev ha aggiunti che è stata avviata un’indagine sulla “terribile negligenza da parte di coloro che hanno immagazzinato materiale esplosivo proprio accanto alle persone”.

Almeno 37 persone sono morte e quasi 400 sono state evacuate a seguito di un raid di droni russi su un deposito di armi destinato all'esercito ucraino situato vicino a una zona residenziale. Stando a quanto reso noto dal presidente Volodymyr Zelensky l'attacco – avvenuto ieri sera – ha causato l'esplosione di proiettili, mine e droni, innescando un'onda d'urto che ha danneggiato gli edifici vicini, tra i quali una "casa di cura per anziani e persone con disabilità". Il leader di Kiev ha dichiarato che è stata avviata un'indagine sulla "terribile negligenza da parte di coloro che hanno immagazzinato materiale esplosivo proprio accanto alle persone". "Sono stati aperti procedimenti penali per negligenza nell'esercizio delle funzioni pubbliche".

Anche l'ufficio del procuratore generale ucraino aveva precedentemente dichiarato di star esaminando la "legalità del posizionamento e dello stoccaggio di oggetti e materiali esplosivi" vicino ad edifici residenziali nel villaggio di Myla, a ovest della capitale Kiev. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato in un comunicato che le sue forze hanno preso di mira un deposito di munizioni a Myla, che conteneva "componenti e razzi ausiliari per i droni a lungo raggio FP-1/FP-2".