Pubblicato il: 29/08/2026 – 15:04

COSENZA «Ho evitato finora di aggiungere parole alle tante che accompagnano la crisi del PD cosentino. Ma continuare a tacere significherebbe avallare una ricostruzione che non condivido. E sento il dovere di parlare anche verso le tante persone che in questi sedici mesi hanno guardato alla nostra esperienza con fiducia e speranza»: inizia così la lunga riflessione di Pino Le Fosse, esponente dei dem cosentini e sfidante di Matteo Lettieri al congresso provinciale 2025.

Scelte, omissioni e responsabilità

«Il commissariamento della Federazione di Cosenza – aggiunge Le Fosse – non è una buona notizia. Non è, peraltro, una strada nuova. Tra le esperienze più recenti c’è quella affidata a Francesco Boccia, con Maria Locanto e Aldo Zagarese subcommissari. Le scelte compiute in quella stagione non riuscirono a risolvere i problemi della Federazione e, alla prova dei fatti, non diedero buona prova: Zagarese è poi approdato a Forza Italia, mentre Locanto, ancora oggi da vicesindaco di Cosenza, continua a non far registrare meriti politici o amministrativi riconoscibili, come hanno denunciato anche esponenti del suo stesso campo politico. Il commissariamento, però, non era un esito inevitabile. È il punto di arrivo di scelte, omissioni e responsabilità che vengono da lontano. Già dopo il congresso, una Federazione divisa quasi a metà avrebbe avuto bisogno di spirito unitario e visione larga, non di una maggioranza contrapposta a una minoranza quasi equivalente. Quella scelta non fu fatta. A maggior ragione avrebbe dovuto esserlo dopo le dimissioni di Matteo Lettieri, che quella gestione unitaria non aveva saputo o voluto costruire. C’erano ancora le condizioni per una guida autorevole e largamente condivisa. Lo abbiamo sostenuto per mesi, nei documenti, nelle iniziative pubbliche e nelle sedi di partito. Lo abbiamo ribadito nell’Assemblea provinciale alla presenza di Nicola Irto e Igor Taruffi e formalizzato in un Ordine del Giorno. Avevamo anche sollecitato il Partito regionale a promuovere incontri e iniziative utili a favorire il confronto e la ricomposizione. Anche dopo quell’Assemblea abbiamo più volte auspicato un confronto vero per trovare una sintesi e scongiurare il commissariamento. Quel confronto, per quanto ci riguarda, non c’è stato. Taruffi ha parlato pubblicamente di tentativi compiuti, di concerto con Irto, per consentire alla Federazione di darsi autonomamente una nuova guida».