Pubblicato il: 05/06/2026 – 8:00
COSENZA La data dell’assemblea provinciale del Pd circola per ora nelle chat e nei capannelli dei tesserati perché, a ieri, ancora non era arrivata nessuna comunicazione ufficiale. Resta però, come termine ultimo, quel 15 giugno che è una deadline imposta dal regionale: entro quella data bisogna approvare il bilancio ed eleggere la commissione di garanzia provinciale. Sul tavolo anche la mozione di sfiducia al segretario Matteo Lettieri, che peraltro – a quasi un anno dall’elezione ai vertici del partito – non ha ancora una segreteria (a proposito, detto per inciso si è invece affrettato a pubblicarla sul sito Nicola Irto, con una tempistica solo per combinazione legata a questo nostro articolo del 31 maggio).
Il nodo della sfiducia a Lettieri
Il nodo sfiducia a Lettieri resta il vero scoglio da superare, politico prima che procedurale dal momento che una cosa è un documento con firme su cui non sono mancati i dubbi di apposizioni apocrife o alla scajoliana “insaputa”, un’altra è un voto in un’assemblea pubblica in cui contarsi mettendoci la faccia: l’esito di una eventuale sfiducia al sindaco di Celico sarebbe un commissariamento che conviene o comunque gioverebbe a chi ha buoni rapporti romani (Mimmo Bevacqua e Maria Locanto in primis) non tanto per la gestione “amica” quanto in ottica candidature politiche – più che amministrative a Cosenza.Una volta che si potranno archiviare 12 mesi di batoste (provinciali, regionali e amministrative) con una sola illusoria parentesi legata alla vittoria del No al referendum giustizia, infatti, la vera partita da dopo l’estate sarà quella delle liste: avere il potere in mano e il diritto di veto suo nomi rappresenta per il numero uno provinciale del più grande partito del centrosinistra un vantaggio non da poco. Su questo si gioca la fase attuale più che sulla leadership da esercitare, fine a se stessa – ciò che a Lettieri non è sembrato interessare molto.L’ultimo segno di vita per la federazione Pd cosentina risale a uno stringato post di 4 mesi fa (era il 6 febbraio) su fb: «Visto il bollettino di allerta arancione diramato per la giornata odierna, l’assemblea dei Sindaci ed amministratori convocata per oggi all’Hotel President relativa alle prossime elezioni provinciali è rinviata». Poi il silenzio. Ora una cosa è certa: solo un’allerta per l’eccessivo caldo potrebbe procrastinare di nuovo i lavori.









