Pubblicato il: 18/06/2026 – 12:45

COSENZA Una riunione da remoto per il caso (caos?) Pd Cosenza. Per trovare una sintesi che però non è arrivata. Ieri sera erano presenti al summit Micaela De Biase, Nico Stumpo e Marco Sarracino per il nazionale – fanno sapere fonti interne al Partito democratico cosentino – e del locale Salvatore Monaco, Franco Iacucci, Mimmo Bevacqua, Giuseppe Mazzuca, Luigi Guglielmelli e Carlo Guccione.Un passo formale ma anche sostanziale che si è consumato nelle ore febbrili che sta vivendo la federazione provinciale del Partito democratico di Cosenza: telefoni che squillano senza sosta, riunioni riservate, interlocuzioni continue tra Calabria e Roma. La sensazione, condivisa da molti dirigenti, è che si sia arrivati a un bivio destinato a segnare il futuro immediato del partito nella provincia più grande della regione.

Una settimana di vacatio e l’ombra del commissario

Da oltre una settimana il Pd cosentino è privo di un segretario provinciale. Le dimissioni di Matteo Lettieri hanno aperto un vuoto che lo Statuto e i regolamenti del partito non contribuiscono a colmare con chiarezza. Non è infatti pacifico se l’ex segretario debba rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti, se debba subentrare il vicesegretario Elio Bozzo o se la guida temporanea debba essere assunta dalla presidente provinciale del partito, Francesco Branchicella. Nel caos interpretativo, la realtà appare ancora più semplice: nessuno sembra aver assunto formalmente la guida della federazione.Le conseguenze sono evidenti. La segreteria provinciale non è operativa, la commissione di garanzia non è in carica e gran parte della vita organizzativa del partito risulta sostanzialmente paralizzata. Mentre il Pd nazionale è impegnato nella campagna per il 2xmille, a Cosenza nessuno sta coordinando iniziative sul territorio. Nessuno sta seguendo la campagna di tesseramento 2026. Non è stata ancora completata la certificazione degli iscritti relativi al 2025. Anche l’organizzazione delle Feste dell’Unità, che in molte realtà italiane è già in fase avanzata, procede a rilento o non procede affatto. Per una federazione storicamente centrale negli equilibri del centrosinistra calabrese, il rischio è quello di uno stallo che diventa ogni giorno più difficile da giustificare.Per questo motivo il partito si trova oggi davanti a una scelta netta: eleggere rapidamente un nuovo segretario provinciale attraverso l’assemblea provinciale oppure prendere atto dell’impossibilità di costruire una maggioranza politica e attendere l’intervento dei livelli superiori del partito. La formula del commissariamento è nota: la proposta partirebbe dalla segreteria nazionale, sentito il segretario regionale, e dovrebbe poi essere ratificata dalla Direzione nazionale del Partito democratico.