Pubblicato il: 31/07/2026 – 7:30
COSENZA Che fosse una “guerra” interna tra le due anime del Partito democratico – quella ex Pci e quella ex Dc – lo avevamo notato qui nemmeno due mesi fa, quando la batosta alle amministrative era fresca e l’ennesimo redde rationem nei dem bruzi, il terzo consecutivo in pochi mesi dopo regionali e provinciali, stava ancora prendendo forma. Poi – a stretto giro – sono arrivate due riunioni officiate dai vertici romani: nella prima ha iniziato a farsi largo, o meglio a corroborarsi, l’ipotesi De Luca segretario per il dopo-Lettieri, nella seconda si sono dettati i tempi per un’assemblea provinciale da convocare entro due settimane, al fine di scongiurare il commissariamento e portare il partito nel modo più indolore possibile verso la corsa di primavera a Palazzo dei Bruzi. Da allora – si era al 6 luglio – di settimane ne sono passate più di tre e ancora si attende una convocazione da parte della presidente Francesca Brancichella; convocazione che potrebbe arrivare ad horas, benché la formula sia diventata stantia dopo i continui rinvii, aggiornamenti e sconvocazioni.
Un “nuovo” blocco
Dal punto di vista politico si potrebbe arrivare alla celeberrima “sintesi” (tanto cara al centrosinistra e ai suoi tormenti) con due novità non da poco: 1) un rinnovato blocco “adamiano” (Mazzuca, Alimena, Mascaro e D’Antonio) ricompattatosi sulla sfiducia al capogruppo in Consiglio comunale, Francesco Graziadio, nonché alla vicesindaca Maria Locanto e 2) una ipotesi Giuseppe Mazzuca segretario espressione dell’area oggi minoritaria Iacucci-Guglielmelli-Stumpo — ciò che avrebbe portato a un “niet” della maggioranza (forte di 35 nomi) proprio in virtù dei numeri e del peso nell’assemblea.Manovre, alleanze e riposizionamenti a parte, la sfida è quanto mai appassionante almeno tra gli addetti ai lavori e il materiale per le chiacchiere da ombrellone (e da chat) di certo non manca. Per i contenuti il partito è rimandato a settembre, poi sarà la campagna elettorale ad accelerare le dinamiche per parlare finalmente di un’idea di città piuttosto che combattere una guerra tra bande. (euf)









