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Il Partito democratico si lecca le ferite. Persa la roccaforte di Castrovillari, governata per 14 anni dal sindaco dem Domenico Lo Polito, consegnata San Giovanni in Fiore al civico di destra, Antonio Barile, sfumata la conquista della Provincia, finita al forzista Biagio Faragalli, incassata la sonora sconfitta alle Regionali, i democrats fanno i conti con un bilancio davvero magro. «In politica ha ragione chi vince» recita un vecchio brocardo in voga nel Transatlantico di Montecitorio negli anni Ottanta. E di vittorie i dem a queste latitudini non ne stanno proprio collezionando.

Il quadro della maggiore forza politica del centrosinistra ci consegna un segretario provinciale - Matteo Lettieri - sempre più traballante finito di nuovo sotto il fuoco amico (?) dei contestatori che già nei mesi scorsi ne reclamavano la sostituzione attraverso la convocazione della poi “inconvocata” assemblea provinciale. I firmatari della mozione di sfiducia si sono rifatti vivi con un documento dai toni inequivocabili. E ieri sera Lettieri ha rassegnato le dimissioni sottolineando che il Pd nella nostra provincia «deve inaugurare una nuova stagione caratterizzata da una rigenerazione che superi le vecchie logiche. È necessario ritrovare la consapevolezza che in un grande partito le diverse sensibilità possono convivere proficuamente solo se basate sul rispetto reciproco e sulla disponibilità a servire un progetto che supera il singolo». Il segreterio dimissionario poi sottolinea: «Affinchè questo percorso possa compiersi, e mosso solo ed esclusivamente da quello stesso profondo senso di responsabilità con cui ho orientato ogni mia scelta alla guida del partito, ritengo doveroso compiere questo passo». Lettieri poi chiude aprendo al dialogo: «Nella certezza di aver sempre agito nell’esclusivo interesse del partito e dei suoi iscritti, offro sin d’ora la mia disponibilità a collaborare per individuare una figura che sia in grado di continuare questo lavoro verso il futuro della Federazione».