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Vincenzo Brunelli

Il paziente 48enne si era sottoposto all'intervento il 13 marzo 2020 e un mese dopo è morto per le complicazioni dovute al Covid. I familiari denunciano il Sant'Orsola ma il Tribunale li condanna a pagare 15mila euro: «Il rischio zero in ambito ospedaliero era irrealizzabile»

Sopravvive al trapianto ma muore di Covid. A 48 anni era finalmente riuscito a trovare un rene compatibile per effettuare il trapianto dopo anni di dialisi e il 13 marzo del 2020 decide di sottoporsi all’intervento al Sant’Orsola.

La pandemia dopo l'operazioneL’operazione riesce perfettamente ma mentre è in convalescenza in una stanza singola del policlinico bolognese, in Italia e nel mondo esplode la pandemia da Covid. Contrae anche lui il virus. Il 48enne il 22 aprile del 2020 muore per le complicazioni del virus in paziente fragile. I familiari a quel punto vogliono vederci chiaro e denunciano il policlinico chiedendo anche il risarcimento di tutti i danni subiti. Ma nei giorni scorsi il Tribunale civile di Bologna gli ha dato torto condannandoli anche a pagare circa 15mila euro di spese legali. Il policlinico ha fatto tutto quello che doveva fare, secondo la sentenza di primo grado, e non avrebbe nessuna responsabilità per quella tragica morte in un periodo infernale in piena prima ondata di Covid quando non c’erano cure e vaccini. Per il giudice Paola Matteucci, della seconda seziona civile del Tribunale bolognese, infatti, in quel momento «era irrealizzabile il rischio zero con riferimento al Covid in ambito ospedaliero». La sentenza di primo grado dà atto anche dello spostamento del paziente da una stanza singola a una stanza a quattro letti e ne spiega le motivazioni anche attraverso una perizia medico-legale disposta durante il procedimento giudiziario.