Fedele a quella che dal 1948 è la saga delle auto da corsa per tutti i giorni, Porsche integra l’offerta delle 911 da pista con la nuova Challenge, dedicata al motorsport. Ulteriore punto di raccordo tra le auto sportive da strada e le vetture da competizione, integra tutte le funzioni di sicurezza con le dotazioni necessarie per i circuiti.
Oppure, se si vuol vedere in modo controfattuale, implementa il dna dell’attuale 911 GT3 con quello di un’auto da corsa, con sistemi per le prestazioni dinamiche da competizione, accedendo al mondo dell’agonismo. Pensando anche a una regolazione dei costi di gestione e dei ricambi.
Piccola parentesi linguistica: il tedesco è una lingua molto logica, capace di unire più parole in una sola. Come quella che definisce il ruolo e la missione, fin dal 1948, di Porsche stessa, che si definisce «Sportwagenschmiede». Se intuire il significato di «Sport» e «Wagen» è evidente, «Schmiede», concetto inteso come officina ma anche fabbro e quindi fucina, ricorda quella segheria a Gmünd, in Carinzia, dove nasce o, meglio, è fucinata, una delle auto con le forme più seducenti non solo dell’epoca: la Porsche 356 Nr. 1 Roadster, da cui tutto ha inizio. Che comincia a correre appena nata e le cui discendenti: le 356 e tutte le 911 dal 1963, non hanno mai smesso.










