HomeModenaCronacaCaro carburanti, l’allarme. I sindacati non ci stanno: "Necessario un confronto"Cgil, Cisl e Uil chiedono l’intervento immediato di Comune e Provincia. Tra le proposte smart working e revisione dei turni lavorativi in azienda.Cgil, Cisl e Uil chiedono l’intervento immediato di Comune e Provincia. Tra le proposte smart working e revisione dei turni lavorativi in azienda.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCgil, Cisl e Uil chiedono che, attraverso la contrattazione territoriale, istituzioni e imprese, comprese le multiutility pubblico-private, si facciano carico dell’impatto gravissimo del caro-carburante sui lavoratori.

Così Alessandro De Nicola (segretario generale Cgil Modena), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Roberto Rinaldi (coordinatore Uil Modena) intervengono sul caro carburanti, chiedendo al territorio protagonismo e responsabilità. Per i sindacati infatti, la situazione è destinata a peggiorare: "Da metà settembre, con la riapertura delle scuole e la piena ripresa delle attività, aumenteranno gli spostamenti per esigenze lavorative e familiari e con essi le spese".

Fino al 5 settembre l’Esecutivo ha prorogato il taglio delle accise, ma per Cgil, Cisl e Uil non basta. "Per un lavoratore modenese tipo che percorre 40 chilometri al giorno per andare e tornare dal lavoro, il caro-gasolio vale oggi circa 103 euro al mese. Un anno fa erano circa 79 euro. Con uno stipendio netto di 1.500 euro, il 7% della busta paga viene assorbito dal solo carburante necessario per andare in ufficio o in fabbrica", incalzano i tre leader sindacali. Serve quindi per le organizzazioni una piena assunzione di responsabilità, riconoscendo che i problemi non finiranno il 5 settembre. "Gli stessi ministri ammettono che si tratta di un fenomeno inflattivo di lungo periodo, ma ci si ostina a non mettere in campo misure più decise per le famiglie, come la tassazione degli extraprofitti delle aziende che hanno realizzato grandi utili grazie al costo dell’energia".