I leader Cristian Sesena (Cgil), Rosamaria Papaleo (Cisl) e Alex Scardina (Uil)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa guerra in Iran e la crisi senza fine dello stretto di Hormuz stanno avendo ripercussioni pesanti sulle tasche dei cittadini reggiani già colpiti da rincari tariffari importanti e da una fiammata inflazionistica sui beni al consumo che pare destinata ad aumentare con l’autunno. Anche se le ragioni sono imputabili allo scenario internazionale e le principali leve di intervento in mano all’Unione Europea e al Governo, i tre sindacati reggiani Cgil, Cisl e Uil sono convinte che molto si possa fare anche sul territorio. Come? Con una sorta di “avviso comune” tra istituzioni locali (Comune e Provincia) e associazioni datoriali per contrastare il caro energia l’impatto dell’inflazione su famiglie e imprese.
È la proposta lanciata a Reggio da Cgil, Cisl e Uil, che affermano: "Crediamo che sia giunto il momento delle scelte condivise. L’inerzia e l’attendismo devono lasciare il passo alla responsabilità che ognuno di noi è chiamato ad assumersi per tutelare al meglio il nostro tessuto sociale e produttivo".
I tre segretari provinciali Cristian Sesena (Cgil), Rosamaria Papaleo (Cisl) e Alex Scardina (Uil) incalzano poi Governo e Regione per ottenere interventi anti-speculazione sui prezzi, ammortizzatori sociali per i settori in sofferenza e fondi contro la povertà energetica. Parallelamente, i confederali individuano una serie di misure concrete da attuare a livello locale. Tra queste, "facilitare il lavoro da remoto dove possibile per abbattere i costi di spostamento e carburante" e incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Poi destinare ulteriori quote degli extraprofitti delle multiutility ai Comuni per potenziare la rete dei servizi pubblici e il welfare territoriale. E infine rimodulare in chiave progressiva le addizionali comunali.






