Negli ultimi dieci giorni nei centri vaccinali di Palermo sono state somministrate quasi 10mila dosi di diversi vaccini, il 60 per cento in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La richiesta è aumentata dopo la morte di una bambina di 4 anni non vaccinata, morta per una difterite: per rispondere a tutti, l’azienda sanitaria ha deciso di tenere aperti dieci centri vaccinali anche nel fine settimana.
I centri vaccinali sono distribuiti in quasi tutti i quartieri della città: saranno aperti dalle 8:30 alle 14:30 e ci si può presentare senza prenotazione. Da oggi ha aperto anche un nuovo punto vaccinale allo Zen, il quartiere dove abitava la bambina morta la scorsa settimana.
Lunedì scorso, dopo gli esami di laboratorio, l’Istituto superiore di sanità ha confermato che la morte è stata causata dalla difterite: la tossina prodotta dal batterio ha danneggiato il cuore, il fegato e il colon. I genitori sono indagati per omicidio colposo per omissione: secondo la procura avrebbero deciso di non vaccinarla nonostante l’obbligo, perché convinti che potesse provocare l’autismo, una tesi screditata da decenni.
L’azienda sanitaria ha avviato un’indagine epidemiologica per risalire al cosiddetto “paziente zero”, cioè alla prima persona che ha contratto la malattia, e ha chiesto ai familiari della bambina di sottoporsi al tampone. Dieci familiari sarebbero risultati positivi, soprattutto bambini, in buone condizioni di salute perché vaccinati.













