Il dolore immenso. La paura improvvisa. Le indagini in profondità. La morte di Anna Rosa, bimba palermitana di appena quattro anni, positiva alla difterite, non vaccinata, suscita domande angosciose ed emozioni fortissime. I genitori sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. A loro volta hanno denunciato tre ospedali palermitani. La vicenda verrà chiarita, punto per punto, nelle sedi opportune. Il presente, intanto, è ferito dal lutto per la tragica fine di una bambina e dalla inquietudine di chi, in queste ore, sta correndo nei centri vaccinali di Palermo e provincia, per un richiamo o per mettere in sicurezza i figli piccoli. Le vaccinazioni procedono a ritmo molto sostenuto. Nelle nove postazioni cittadine si accede con la prenotazione, ma chi, semplicemente, si presenta ed è disposto ad aspettare il suo turno - spiegano dall’Azienda sanitaria provinciale - riceve, comunque, la protezione richiesta. Le scorte non mancano. «In questi giorni – riferisce un medico – stiamo mettendo in sicurezza una comunità. Grazie al vaccino si scongiura la malattia con i suoi potenziali esiti peggiori». Sono finora diciassette le persone sottoposte a profilassi con antibiotico e vaccino contro la difterite, individuate nel corso dell’indagine epidemiologica che sta ricostruendo i contatti con la piccola Anna Rosa. «Gli organismi preposti non ci parlano di un’emergenza epidemiologica. Siamo davanti ad alcuni casi»: queste le parole dell’assessore regionale alla salute, Marcello Caruso.L’esperienza diretta conferma la corsa al vaccino. Il centro vaccinale di Pallavicino, mercoledì mattina, è praticamente preso d’assalto nel giorno più rovente di una caldissima estate palermitana. Non siamo lontani dal quartiere Zen, dove abita la famiglia della bambina. Le voci ascoltate raccontano il bisogno di sentirsi al riparo. «Sono qui con mio marito – dice Flavia –. C’è questo dramma che ha allarmato un po’ tutti. Non eravamo abituati a pensare al richiamo, da adulti, ma, per come stanno le cose, è saggio cautelarsi». Stessa situazione per un ragazzo di circa trent’anni, maglia scura, barbetta, che è in coda senza prenotazione. «Aspetto il mio turno – dice – e non me ne andrò senza avere fatto il vaccino». Le file sono diverse. C’è l’attesa per i prenotati. C’è la disponibilità per chi arriva “fuori sacco”. C’è la fila per l’anagrafe vaccinale. I locali sembrano sul punto di scoppiare. I “più fortunati” si accalcano dentro lo stanzone del centro che contiene stanze per ogni necessità, con il sollievo dell’aria condizionata. Qualcuno resta fuori o in macchina. Tra loro, anche i genitori che non avevano portato i bambini a vaccinarsi e hanno cambiato idea, dopo la tragedia? Nessuno lo confessa apertamente. «Sono qui per un richiamo», taglia corto una signora con una prole numerosa. Un’altra mamma sbotta: «Mio figlio ha una disabilità, dovremmo pensare a proteggerci, per salvaguardare i più fragili». A mezzogiorno i tempi si prospettano lunghi. Andrà così per tutta la giornata.Altre voci palermitane descrivono il contesto, tra dolore e timori. «I genitori di Anna Rosa sono persone che lavorano e si impegnano per portare il pane a casa. Non sono un papà e una mamma che trascurano i figli – commenta padre Giovanni Giannalia, parroco dello Zen –. Hanno commesso un errore gravissimo, non vaccinando la bambina, forse perché confusi da certe idee assurde sulla correlazione inesistente tra vaccini e autismo. Questo è quello che è emerso. Di certo, una famiglia è precipitata nell’abisso di un dolore immenso che resterà per tutta la vita. C’è un’inchiesta in corso, io invoco rispetto e vicinanza. Tanti, nel quartiere, si stanno vaccinando e portano i figli a vaccinarsi. Sono stupito dal vedere quanti bambini non erano coperti dalle somministrazioni obbligatorie. Magari andavano tranquillamente a scuola».Il dottor Renato Costa ha operato tenacemente da commissario Covid a Palermo. Anche quando, all’inizio, il vaccino non esisteva e il pericolo era elevatissimo. «Abbiamo conosciuto i guasti delle assurde teorie no vax con la pandemia. Ricordo benissimo quei giorni. E ancora soffro per tutte le persone che sono morte, scegliendo di non vaccinarsi, e che poi imploravano una dose, quando era, purtroppo, già tardi – afferma –. Quella situazione ha generato una pianta velenosa che si è incollata a tutto il mondo dei vaccini, con una diffidenza strutturale anche nelle immunizzazioni datate e sperimentate, da tantissimo tempo. Il rischio evidente è il ritorno di patologie che avevamo debellato proprio grazie alle vaccinazioni di massa». Da più di trent’anni, conclude l’ex commissario, «nessuno moriva di difterite in Italia. Ogni giorno assistiamo allo spettacolo indecente di influencer, personaggi e perfino politici che strizzano l’occhio al mondo no vax».Giorgio Trizzino è un medico. Eletto nelle file del Movimento 5 Stelle, è stato parlamentare per una legislatura. «Ho esercitato la professione di direttore sanitario dell’Ospedale dei Bambini di Palermo. So che cos’è la fragilità dei più piccoli. So pure quanto è necessaria la prevenzione, come la vaccinazione – spiega –. Ho fiducia nei vaccini, da deputato ho difeso l’obbligo vaccinale e credo di avere subìto delle conseguenze, isolato anche nel mio partito. Ho ricevuto insulti e minacce dai no vax. Temi delicati come la salute delle persone non sono le variabili di un confronto politico. Parliamo di scienza, non di schieramenti, né di maggioranza e di minoranza. Tutti coloro che hanno ruoli pubblici dovrebbero avvertire il richiamo della responsabilità».Dallo Zen arriva pure fra’ Loris, cappellano del carcere Pagliarelli. «Registro molta ignoranza ovunque. Nelle zone popolari la confusione sui vaccini può creare lutti terribili come è accaduto per Anna Rosa e la sua famiglia – commenta –. Io non mi scaglio contro i genitori che stanno soffrendo le pene dell’inferno, fermo restando che c’è un’indagine che dovrà chiarire tutti i punti. Il prezzo della paura, nata da idee assurde, lo pagano sempre i più deboli».
A Palermo la morte per difterite di Anna Rosa ha avuto un effetto: ora si fa la fila per il vaccino
L'Azienda sanitaria provinciale: dopo il decesso della piccola, è scattata la corsa alla profilassi. Le voci di chi si mette in coda: questo dramma ha allarmato un po' tutti. Il parroco dello Zen: sono stupito dal vedere quanti bambini non fossero coperti dalle somministrazioni obbligatorie












