La morte di Anna Rosa Bartolotta ha cambiato tutto. In poche ore la difterite, una malattia che per trent’anni era rimasta confinata nei libri di medicina, è tornata a fare paura. E ieri a Palermo quella paura si è trasformata in una corsa ai vaccini. Nei 9 centri della città le somministrazioni sono aumentate di oltre il 10%: bambini mai vaccinati accompagnati per ricevere la prima dose, ragazzi e adulti arrivati per i richiami. Presi d’assalto soprattutto Guadagna e Pallavicino, rimasti aperti oltre l’orario. Esaurite le scorte, è stato necessario recuperare altre dosi dal magazzino e a Pallavicino è stato rinforzato il personale.«Davanti alla morte di una bambina è scattata la paura – dice il direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze –. Abbiamo registrato un afflusso straordinario, ma il sistema ha retto. Tra meno di due settimane avremo anche nuovi medici igienisti: ho firmato le assegnazioni e prenderanno servizio il primo settembre».La tragedia dello Zen sembra avere provocato quello scatto che campagne e appelli inseguono da tempo. E arriva mentre la Sicilia recupera terreno: per l’esavalente, che protegge da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae B, la copertura della coorte 2023 era all’87% a fine 2025 ed è salita, secondo i nuovi dati del Dasoe, al 92,7 a metà agosto. L’obiettivo resta il 95%...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.