Una doppia inchiesta sui genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di quattro anni e mezzo uccisa giovedì 20 agosto da una malattia che pareva scomparsa, la difterite. E invece il batterio che le vaccinazioni a tappeto avevano debellato da una trentina d’anni in tutta Italia, l’ha avuta facilmente vinta sulla bimba del quartiere Zen di Palermo, non vaccinata per scelta dei genitori: entrambi ora rispondono di omicidio colposo davanti alla Procura ordinaria, guidata da Maurizio de Lucia, e rischiano la potestà genitoriale davanti alla Procura dei minorenni, che ha aperto un proprio fascicolo autonomo.

La bimba aveva infatti quattro fratellini, tutti non vaccinati sempre per decisione di padre e madre, convinti che i vaccini rendessero autistici e dunque no vax: gli altri bambini, una volta che è stata acclarata la malattia di Anna Rosa, sono stati vaccinati in fretta e furia su ordine dell’Azienda sanitaria provinciale, eseguito dall’Azienda ospedale Civico, che aveva in carico la piccola ricoverata. Un cuginetto – per fortuna vaccinato – è ancora ricoverato nello stesso Ospedale dei bambini dove Anna è morta, dopo un calvario durato sei giorni: anche lui ha preso la difterite ma, grazie al siero che aveva ricevuto da tempo, reagisce alle cure. Tutta la famiglia è stata sottoposta alle vaccinazioni, per il timore di un contagio di massa, anche perché – come sempre avviene in questi casi – è emerso che ottocento piccoli non sono vaccinati, a Palermo. Le convinzioni no vax sono alimentate anche dall’ignoranza profonda, di cui ha parlato con i pm minorili la pediatra di Anna Rosa, Valeria Conte: «In tantissimi sono convinti che le vaccinazioni provochino l’autismo, è una voce diffusissima, allo Zen e non solo». Molti sfuggono agli obblighi di legge proprio perché è solo l’iscrizione a scuola il momento in cui viene chiesto il certificato: Anna Rosa aveva dovuto lasciare l’asilo a dicembre scorso, perché non era stata vaccinata. Si poteva intervenire prima, allora? Da ieri, venerdì 21 agosto, è corsa alle vaccinazioni, con gli uffici d’igiene e i laboratori vaccinali presi d’assalto. L’autopsia su Anna Rosa sarà eseguita mercoledì 26 agosto e in vista di questo “atto irripetibile” papà e mamma hanno ricevuto, come atto dovuto, l’invito a nominare un difensore ed eventualmente anche propri consulenti per l’esame autoptico. Loro non demordono e se la prendono con i medici, che non avrebbero capito da quale malattia fosse stata colpita la figlia: la difterite non è però affatto facile da diagnosticare, tanto che all’inizio era stata scambiata per una tonsillite da adenovirus. Solo l’osservazione e l’insufficienza respiratoria, sopravvenuta solo in un momento successivo, hanno indotto i medici agli accertamenti ulteriori e alla scoperta della difterite.