Un gruppo di ricerca spagnolo ha sviluppato un nanomateriale capace di raffreddare le superfici esposte al sole senza consumare energia elettrica. Il manufatto, realizzato all’Istituto di Micro e Nanotecnologia (Imn-Cnm) del Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche spagnolo (Csic), potrebbe in futuro essere applicato ai tetti e alle facciate degli edifici per contenere la domanda di raffrescamento attivo, oggi responsabile di una quota crescente dei consumi elettrici globali. Nei test condotti all’aperto sul tetto del centro di ricerca a Tres Cantos, alle porte di Madrid, il materiale ha fatto registrare una riduzione massima di temperatura di 12,9 gradi rispetto a una scatola di riferimento priva di rivestimento, con un’irradianza solare di picco di 962 watt per metro quadrato. Il dato non va confuso con una differenza rispetto alla temperatura dell’aria: è un confronto tra il campione trattato e un riferimento non rivestito, nelle stesse condizioni di esposizione. Giusto per fare un paragone, pur trattandosi di misure non direttamente comparabili, una vernice bianca tradizionale riduce la temperatura superficiale di pochi gradi.

Come funziona il raffreddamento radiativo diurno