La crescente aridità e l'innalzamento delle temperature, in particolare nel bacino del Mediterraneo, stanno spingendo la ricerca scientifica verso soluzioni non convenzionali per l'approvvigionamento idrico.
Va proprio in questa direzione lo studio dell'Istituto di Chimica Inorganica dell'Università di Kiel, in Germania, focalizzato sullo sviluppo e la scalabilità di materiali porosi avanzati in grado di catturare l'umidità atmosferica e ottimizzare i sistemi di raffrescamento.
I risultati, pubblicati in due distinti lavori sulle riviste scientifiche Journal of Materials Chemistry A e Industrial & Engineering Chemistry Research, descrivono il superamento di uno dei principali colli di bottiglia della tecnologia: il passaggio dalla sintesi di laboratorio alla produzione su scala industriale.
Il materiale oggetto dello studio, denominato CAU-10-H, appartiene alla classe dei Metal-Organic Frameworks, noti anche con l'acronimo MOF. Si tratta di strutture metallo-organiche caratterizzate da una fitta rete di cavità microscopiche interconnesse che agiscono come vere e proprie spugne su scala molecolare. La chimica fondamentale alla base dei MOF è valsa a Omar Yaghi il Premio Nobel per la Chimica nel 2025.






