28 Agosto 2026 – Lettura: 2 minuti

La Lega torna a proporre di tassarli, ma Tajani frena: «Neanche a parlarne, sa di Unione sovietica».

L’impennata dei prezzi dei carburanti preoccupa il governo in vista dell’autunno-inverno, con la maggioranza che si divide sul modo in cui affrontare la questione. «Speriamo che si riapra lo stretto di Hormuz, è chiaro che gli interventi sulle accise che abbiamo prorogato fino al 5 settembre erano interventi straordinari su un fenomeno che doveva durare poche settimane», ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Picchetto Fratin. «Purtroppo dura da mesi e chiaramente ci sono anche equilibri di bilancio dello Stato». Su questo fronte, la Lega ha proposto la richiesta di un contributo alle aziende energetiche e petrolifere oppure la tassazione degli extra-profitti. «Preferisco chiedere un sacrificio a cinque banchieri che non a 50 milioni di italiani. E lo dico da liberale», ha detto Matteo Salvini.

Tajani: «Neanche a parlarne, sa di Unione sovietica»

A stretto giro è arrivato il no di Forza Italia. «No, neanche a parlarne. Non voglio sentire la parola extra-profitto, che mi sa molto di Unione sovietica. Un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Ma deve esserci un confronto concordato in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore», ha detto Antonio Tajani. E ancora: «Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. Non esiste il diritto all’extra-profitto. È una parolaccia, l’extra-profitto».