La partita sul caro-carburante si sposta dal distributore al tavolo europeo.

Da una parte il governo Meloni è alle prese con la scadenza, l'ennesima, del taglio delle accise e con la conseguente necessità di individuare nuove coperture per evitare che benzina e gasolio tornino a rincarare proprio nei giorni del contro-esodo estivo.

Dall'altra torna a prendere corpo a Bruxelles il dibattito su una tassazione comune sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere.

Sul primo fronte il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin hanno firmato il decreto interministeriale che proroga il taglio di 14 centesimi al litro sul gasolio fino a domani, sfruttando i 20,8 milioni dell'extragettito Iva sui carburanti di luglio.

Ma da giovedì, in assenza di un nuovo provvedimento, il prezzo alla pompa tornerebbe a salire con un aggravio stimato di 8,5 euro in più per un pieno da 50 litri.