Fino alla mezzanotte di domani saranno in vigore le accise mobili da 17 centesimi sul diesel, ma ancora non ci sono certezze su quello che accadrà dopo, insomma il rebus sul caro-carburanti continua.Intanto però c’è una certezza: l’Unione europea non vuole occuparsene direttamente, lasciando la patata bollente in mano ai singoli Stati. La scorsa settimana l’Italia, insieme a Spagna, Germania, Portogallo, Polonia e Austria aveva scritto una lettera all’Unione, chiedendo una tassa europea sugli extraprofitti delle società petrolifere. Ieri è arrivata una risposta che non lascia alcun dubbio: «La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale». Insomma, Bruxelles scarica di fatto la scelta - e anche gli effetti di una simile tassazione - sui singoli governi, ricordando che i Paesi possono già avvalersi dei propri poteri fiscali «come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile».Ma mentre viene meno il supporto europeo, sul fronte interno la parola chiave è una sola: prudenza. Dal Meeting di Rimini e dai microfoni radiofonici, le parole dei ministri competenti disegnano un quadro di assoluta cautela, in cui l’ipotesi di un nuovo intervento a sostegno degli automobilisti si scontra con il rigore dei saldi di bilancio.Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, non si sbilancia su un’eventuale proroga del taglio: «Non escludo e non confermo niente. Ma con onestà dico che non si può aggiungere un miliardo al mese di tasse degli italiani, la matematica è matematica». Pichetto ha evidenziato ieri come la situazione nel Golfo Persico e le oscillazioni dello Stretto di Hormuz impongano valutazioni continue e non esclude che, anziché uno sconto generalizzato, si possa virare su «agevolazioni per singoli settori o sistemi di consumo». Intanto però, a parte il Cdm già in calendario per il 3 settembre, non ce ne sono altri in programma prima della fine di agosto. Quanto ai tempi per la proposta formale di utilizzo della clausola di flessibilità europea sull’energia - che per l’Italia vale circa 14 miliardi, ma come sottolineato più volte non può comprendere sconti su carburanti e bollette - il ministro fissa il calendario a «metà settembre», dopo un confronto in Consiglio dei ministri con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.Sulla stessa linea di prudenza il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, che ricorda come «i tagli delle accise sono costi enormi per il bilancio dello Stato, ma le misure sono solo palliativi finché non si risolve la situazione internazionale». Il ministro Tajani boccia inoltre la scorciatoia fiscale sui profitti energetici proposta dal Pd: «Le speculazioni vanno sanzionate, ma un intervento sugli extraprofitti di queste società rischia di essere una sorta di patrimoniale contro il mercato».Nonostante il quadro di massima cautela, per rassicurare i cittadini nel breve periodo ci sono varie opzioni sul tavolo. Senza dubbio l’intenzione del governo non è quella di lasciare gli italiani ad affrontare il caro-carburanti da soli - ieri il diesel è salito ulteriormente a 2,131 euro al litro - ma l’intenzione sembra essere quella di cercare i margini per prorogare il calmieramento almeno fino al prossimo Cdm ufficiale, fissato per il 3 settembre. Questo significa o trovare nuovi fondi per un ulteriore sconto sulle accise, o utilizzare il restante extragettito Iva di luglio per prolungare di qualche giorno le accise mobili - importante sottolineare che per questa decisione non è necessario un Cdm - oppure pensare ad agevolazioni verticali per una fascia specifica della popolazione.